lunedì 29 aprile 2013

CI VEDIAMO DOMANI??

La Black Comedy è un genere di comicità che tratta di eventi considerati tabù (cit. https://it.wikipedia.org/wiki/Umorismo_nero). L'ultimo film di Brignano può essere classificato come tale, in quanto, a differenza di quanto lo spettatore possa aspettarsi, il film non è comico. Tale scelta è a mio parere molto apprezzabile: non affidarsi alle solite scenette trite e ritrite, alla comicità facile delle scazzottate o, peggio, delle volgarità assieme magari alla bellona di turno, in puro stile cinepanettone. Il problema è, se vogliamo, che in realtà il film non propone una vera e propria alternativa al cinepanettone: non fa ridere, non può neanche considerarsi una commedia vera e propria, e non può certamente essere classificato come film drammatico; tale mancanza di chiarezza provoca, forse volontariamente, una "confusione" nello spettatore, lascia una specie di amaro in bocca. Il film narra delle disavventure del protagonista Santilli, che partendo da una situazione di disagio sentimental-economico (potrebbe essere uno qualunque di noi in mezzo alle difficoltà di oggi), mal consigliato dal finto amico/banchiere Tognazzi (certamente una delle note positive) si isola in un paesino pugliese di ultracentenari nella speranza di lucrare sulla dipartita degli stessi. All'interno di questo paesino, nella stalla trasformata in negozio appartamento di Santilli, si avvicendano vari altri personaggi "secondari", tra cui spicca Burt Young affittuario (buona la sua prova anche se la star americana mal si concilia con il resto del cast). Il lieto film assieme a varie pillole filosofiche vogliono dare delle pennellate di spessore a questa commedia amara. Quello che manca è una narrazione lineare, il film sembra un avvicendarsi di spezzoni i quali non esaltano oltretutto la comicità romanesca di Brignano. Gli spunti non mancano, dalla recitazione scolastica ma apprezzabile del protagonista, ai bei paesaggi pugliesi, alla bravura di alcuni attori e alla comicità di fondo della situazione. Nessuna di queste tematiche viene approfondita a dovere, e il film scivola in un noioso buonismo, dove Brignano cerca di fare quel che può(alla fine si tratta sempre di un ONE-MAN-SHOW) e dove le scenette comiche non fanno ridere e non sono ironiche, spezzando oltretutto il ritmo già molto blando del film; molti ingredienti quindi, mal mischiati da un acerbo Masterchef. Penso che il team Brignano (il regista Zaccariello è quello dei celebri spot) voglia e debba far meglio, cercando di sfruttare es esaltare il "talento" disponibile, già sufficiente per creare buoni film.

INTER E FIORENTINA: UN ANNO DOPO

E' trascorso tempo dal post su Inter e Fiorentina, e questa stagione sta fornendo degli spunti molto interessanti. Innanzitutto partiamo dalla campagna di acquisti estiva: rivoluzionaria, per quanto riguarda i viola, facendo gli stessi errori di sempre, per quanto riguarda i nerazzurri. Per i viola la stagione 2011-2012 era stata decisamente al di sotto delle aspettative, e la dirigenza non ha risparmiato nessuno. Dall'allenatore Rossi, che avrebbe fatto certamente parte del nuovo progetto ma che si è auto-eliminato con la brutta faccenda di Ljajic, a un cambiamento radicale di tutta la squadra. Gli innesti hanno portato nuovo entusiasmo e molta qualità, anche se in molti casi si trattava di emeriti sconosciuti; l'allenatore Montella ha fatto il resto, i risultati sono sotto gli occhi di tutti, con una Fiorentina che lotta per un posto in Champion's League (o male che vada in coppa UEFA), dando in alcuni casi lezioni di calcio (mi sovviene il 4-1 del 17 Febbraio scorso agli stessi nerazzurri) giocando un calcio molto spettacolare (ancora di più considerando che l'emblema del calcio spettacolare di questi ultimi anni, il Barca, non se la sta passando benissimo). La competenza e la lungimiranza dei Della Valle, uniti a una buona dose di coraggio e di investimenti (l'ultimo acquisto ancora in panchina ma dal sicuro rendimento, Pepito Rossi) hanno riportato in pochi mesi entusiasmo, vittorie, gente allo stadio. Passiamo alle note dolenti; la stagione dell'Inter è stata una non-stagione, che non ha modificato il trend negativo del post-manita (2010). La campagna acquisti era partita sotto i migliori auspici: Palacio (sicuro rendimento), il recupero dell'infortunato Guarin acquistato a Gennaio, Silvestre (ottima la sua stagione al Palermo), Cassano dai cugini rossoneri, Gargano dal Napoli, Handanovic che ha col difficile compito di sostituire l'amaro addio di Julio Cesar e due acquisti di una certa importanza a livello economico ma (almeno sulla carta) tutti da scoprire: Pereira (sembrerà incredibile ma avrebbe dovuto essere il sostituto di Maicon) e Alvarez (che probabilmente nei piani della società avrebbe dovuto sostituire Snejider ceduto poi a Gennaio). La partenza è stata buona, l'entusiasmo del confermatissimo Stramaccioni, il lento ma costante rientro di Milito ai massimi livelli, i gol di Palacio ma soprattutto di un ritrovato Cassano ripropongono un clima simile al 2010, e soprattutto con le grandi la squadra nerazzurra riesce ad imporre un buon gioco e ottimi risultati. Dalla vittoria del primo derby stagionale contro i cugini, al fantastico 3-1 fuoricasa nel nuovissimo stadio dei bianconeri che porta l'Inter a -2 dalla classifica. Il momento più alto è anche però l'inizio del declino. Le sconfitte fuoricasa con Atalanta e Parma, non di certo compagini di prima fascia, l'inizio della "stagione" degli infortuni, lo sgonfiarsi dell'entusiasmo e il fallimento di tutti gli obiettivi di inizio stagione. Il mercato di Gennaio, pur senza squilli di tromba (vedi il ritorno del Balotelli in Italia) sbaglia ancora una volta (col senno di poi) i reparti da rinforzare, e alla partenza dell'indimenticato Sneijder (mai convocato nella stagione 2012-2013) si contrappongono gli arrivi di Kovacic, di Carrizo per la sostituzione dell'infortunato Castellazzi, di Kuzmanovic (vecchia conoscenza del calcio italiano), di Schelotto dall'Atalanta e di Tommaso Rocchi. L'infortunio di Milito da il colpo di grazia alla stagione, e l'Inter praticamente si ritrova senza attaccanti, con tanti interrogativi relativi alla qualità di nuovi e vecchi giocatori (Jonathan, Pereira, Alvarez ma anche Cambiasso, Chivu, etc.). L'allenatore da l'impressione di capirci il giusto, continuando a proporre nuove formazioni e a cambiare moduli cercando una quadratura molto difficile. La classifica si fa sempre più pesante, le scinfitte si moltiplicano come gli infortuni, le domande tra i tifosi e gli addetti i lavori si fanno sempre più pressanti. Al momento attuale è difficile per i nerazzurri capire gli errori, comprendere chi e dove ha sbagliato. Il dubbio è che l'improvvisazione la faccia da padrone, mentre il calcio Europeo dimostra che è invece la programmazione basata su dei punti fermi e sui giovani, puntanto alla qualità e alla competenza di chi seleziona i giocatori a fare la differenza, con un occhio al bilancio.

giovedì 22 marzo 2012

INTER E FIORENTINA CRONACA DI DUE "CRISI" ANNUNCIATE Due degli atteggiamenti tipici tra i tifosi del calcio sono: l'eccessiva esaltazione nelle vittorie (e la naturale eccessiva demoralizzazione nelle sconfitte) e la memoria molto molto breve. Così ci troviamo ad analizzare la crisi di due squadre storiche del calcio italiano: Inter e Fiorentina. Che hanno in comune quest'anno certamente la scarsità di punti in campionato e in entrambe i casi un score molto al di sotto delle attese. Gli ingredienti del fallimento di questa stagione sono affini: mancanza di programmazione e lungimiranza, campagne acquisti poco convinte/convincenti e con obiettivi errati, cambi di allenatori per "salvare il salvabile", giocatori poco motivati, voglia di terminare presto la stagione per fare un RESET generale. E naturalmente due tifoserie molto deluse e arrabbiate. La delusione deriva dal passato recente, molto positivo per entrambe le squadre. Dal fantastico 2010 dell'Inter (a termine di un quinquennio di scudetti e molti altri trofei), al periodo d'oro di Prandelli per la Fiorentina, abbonata per diversi anni alla qualificazione in Champion's League che oggi deve lottare per non essere risucchiata nella battaglia per il terz'ultimo posto. Prima di criticare le dirigenze quindi bisognerebbe ringraziare gli sforzi di entrambi i Presidenti che hanno fatto nel passato recente scelte felici e hanno sborsato molto denaro. Logicamente il tonfo dello scorso e di quest'anno fa vedere sotto una luce diversa anche le recenti vittorie: quanto frutto del caso o di singoli grandi professionisti (Mou e Cesare?) invece di essere, come si diceva prima, frutto di programmazione e di investimenti oculati? Quanti acquisti errati dell'Inter faraonica prima di individuare il trittico Snejider,Lucio,Milito... quanti giocatori ceduti prematuramente dalla Fiorentina che sono esplosi in altre squadre?? (mi vengono in mente, per dirne due, Quagliarella e Maggio). Dal punto di vista economico quindi le vittorie sono probabilmente arrivate grazie ad un impegno notevole di investimenti, e grazie al lavoro di due ottimi allenatori. Il "giocattolo" però si è spezzato quando entrambe queste leve per un motivo od un altro si sono fermate. Disinteresse da parte di Della Valle e fine del ciclo Prandelli, ultra-sazietà di trofei e dimissioni del compianto Mou. Quello che fa arrabbiare è l'impressione che queste due squadre non abbiano capito niente delle vittorie ottenute. Che non sono MAI frutto del caso. Invece di crogiolarsi sugli allori entrambe le dirigenze avrebbero dovuto sfruttare il periodo d'oro per cercare di creare uno staff tecnico adeguato, non dipendente da singoli grandi esponenti; o ad esempio di avvicendare ai grandi campioni che avevano in rosa dei giovani dal vivaio, che sarebbero venuti buoni in questi anni. Il risultato di tutto ciò è il vuoto di questi anni. E l'impressione, che per ricostruire, ci vorrà parecchio tempo.

domenica 11 marzo 2012

IL NUOVO IPAD: VERA INNOVAZIONE?








Da un po' di tempo sto cercando un tablet ad un prezzo onesto. Non che ne abbia un bisogno impellente, però lo trovo utile in certe situazioni, soprattutto per navigare in Internet e per leggere.
Sono un possessore, felice, di Iphone 4 però obiettivamente lo schermo, per leggere, è limitato.
Ho atteso qualche mese l'uscita del nuovo IPAD, devo dire però che dalle prime notizie mi sembra solo un restyling del vecchio prodotto. Senza voler entrare nel merito mi sembra che la Apple stia tirando i remi in barca, e commercialmente parlando non posso certo dar torto alla società di Cupertino considerando che le vendite stanno andando molto bene.
Il dubbio venutomi è stato un altro: come giustificare il prezzo dell'Ipad, considerandone le qualità e le caratteristiche tecniche?
Questo anche alla luce di una notizia particolare di questi giorni, ovvero la commercializzaizone di un PC a 30 euro, il Raspberry Pi. In pratica si tratta di una scheda madre,con processore  da 700 mhz, una memoria da 128 MB, una porta USB e HDMI.
Per fare un confronto il nuovissimo iphone 4 s ha un velocissimo processore che, alla luce dei test fatti, arriva a 800 mhz.
D'accordo, non c'è lo schermo, la RAM è poca, e soprattutto non possiamo utilizzare le utilissime applicazioni (e neanche il pessimo ITUNES), ma ci rendiamo conto che la differenza tra questi due prodotti è, calcolatrice alla mano, più di seicento euro?
Nasce anche, se vogliamo, un problema etico. Come fa Apple ad essere il titolo con maggiore capitalizzazione di mercato al mondo? Forse in borsa hanno capito che la società guadagna (usando un eufemismo) discretamente? Mi sovviene inoltre che la produzione dei componenti è, va da se, cinese... in un'azienda con un alto tasso di suicidi
Tornando al tema principale, naturalmente i competitors si sono adeguati, e pur utilizzando un sistema operativo free come ANDROID alla fine i prezzi di un Tablet discreto si aggirano mediamente dai 400 euro ai 700.
Ripeto, non voglio fare discorsi banali, ma penso che chi acquista tali prodotti (mi ci metto anch'io), prima di sbavare e farsi sommergere dall'enorme pubblicità dovrebbe fare un pensierino a tutte queste cose.
Besos...



PRIMAVERA POCO CORSAIOLA

 E' arrivato il periodo di gare preferito dell'anno, ma quest'anno per le vicende note non posso partecipare fisicamente anche s...