lunedì 1 febbraio 2021

LE 11 MARATONE (E UNA ULTRA) CHE HANNO FATTO LA MIA STORIA_1A PARTE

 Alla celebrazione dei 10 anni di corsa mancavano le prestazioni della gara regina, la maratona, che, a causa del COVID e di problemi personali, sono ferme al 2019 quindi in pratica una all'anno.

Iniziamo in territorio fiorentino, la prima Maratona l'ho corsa il 27 Novembre 2011, quasi dieci anni fa, in modo casuale e senza preparazione: era difatti disponibile un'iscrizione fatta da un amico della podistica che aveva avuto un infortunio e per non perdere il denaro mi venne proposto di partecipare.

Non ricordo moltissimo a parte la grande fatica, vedendo i tempi sono partito con molta cautela (6'14") anche per la grande folla sempre presente alla partenza, dal 30' sono calato parecchio (oltre i 7'00") però sono riuscito a tenere e ad arrivare in fondo con un dignitoso 4h 20' 14".

Personalmente la storia delle mie maratone avrebbe anche potuto concludersi così, ma dopo qualche giorno mi ripresi e naturalmente il primo pensiero fu di correrla meglio l'anno dopo.

Anche della seconda edizione ricordo poco, dai tempi direi che probabilmente sono partito troppo forte (5'45"), vedo un 5'12" al 25 Km che mi sa tanto di pre-crollo, e in effetti gli ultimi 7 Km sono stati un calvario, riesco a chiudere appena sopra le 4 ore in 4h 04'50" in leggero miglioramento.

L'anno dopo è la 30a edizione, naturalmente non posso mancare, sono molto carico vengo da una buona preparazione di lunghi, la giornata è buona. Peccato che mi vesto molto leggero (siamo a fine novembre 2013), e mentre salgo in macchina mi becco un bel torcicollo. Sono tutto "ingrippato", non riesco manco a scaldarmi ma non rinuncio. 

Tutto sommato fino al 30. tengo discretamente, però poi non ne ho proprio più. Per larghi tratti cammino, sono tutto un dolore, chiudo davvero con molta fatica (e il finale a Firenze non è proprio agilissimo), in 4h46'10" ode alla stoicità anche se pago un + 40 e passa minuti rispetto all'anno precedente.

Mi rendo conto che probabilmente la maratona non è proprio la mia gara, e oltretutto la Maratona di Firenze è quasi in inverno, un periodo dove le mie prestazioni sono veramente calanti, decido di iniziare prima la preparazione (ad Agosto) e di anticipare la Maratona ad Ottobre, a Lucca.

Siamo nel 2014, arrivo da un periodo di poche gare, è una bella giornata e parto tranquillo. Mi sento bene. Passo il 30. Km. non ho crolli anzi mi sento totalmente in forma, non forzo e vado regolare. Passando indenne il muro gli ultimi km li faccio con molta cautela per paura di crampi, chiacchiero con un ragazzo del posto che vedendomi ancora con energie mi spinge ad accelerare gli ultimi km.Faccio il record della gara sotto le 4 ore precisamente 3h 41' 34" arrivo 240o. Sono contentissimo e sono certo che questa è la chiave per scendere sotto le 3h30'.

L'anno dopo ci riprovo, non sono molto preparato ma sono sicuro che questa gara non mi tradirà. Parto fortino, faccio la mezza a 1h 43' 36" (che sarebbe un record per come corro ora), ma purtroppo nella seconda parte di gara non ne ho più e crollo, chiudo con 4h 09' 10". Mi manca la preparazione, però sono convinto con Lucca alle spalle posso fare la doppietta, non riesco a fare Firenze (un mese dopo) ma faccio Pisa poco prima di Natale. 

E' la volta buona, ci sono i lunghi, c'è una maratona di preparazione: parto forte e a metà gara giro a 1h50'53" sono in cronometro perfetto... peccato che nella seconda parte di gara ho problemi fisici, ho dei problemi alla cervicale, non riesco neanche ad alzare il braccio destro per vedere il tempo. 

Calo parecchio, non crollo e riesco comunque a chiudere sotto le 4 ore in 3h 55' 11". Sono molto dispiaciuto, sono ancora convinto ad oggi che senza quel problema avrei potuto chiudere almeno a 3h 40', purtroppo questo problema me lo trascino da allora soprattutto nel periodo invernale e quando faccio i lunghi.

Al prossimo post continuiamo con gli alti (pochi) e bassi (molti) della Maratona.

 


mercoledì 27 gennaio 2021

IL TEOREMA DELLA MONTAGNA DELLA PRESTAZIONE

 Rileggendo i miei post e leggendo in Facebook tra i gruppi di Runneristi, una delle domande che viene posta più frequentemente è: corro tot volte alla settimana e vado circa a 6'00" (esempio), come posso migliorare? 

I commenti a risposta di questa annosa domanda contengono di tutto e di più, da consigli più o meno azzeccati anche se naturalmente molto generici, a indicazioni buttate li, tabelle abbozzate, etc. non so se queste risposto sono utili o meno a chi scrive il Post, posso dire però che in linea teorica vale il "teorema della montagna", da me inventato e che sicuramente mi farà concorrere all'assegnazione dell'Oscar del Frescone per quest'anno e anche per il prossimo.

La risposta che darei a questa domanda sarebbe innanzitutto: qual è il tuo obiettivo o, anche, qual è il tuo sogno? (anche se non si dovrebbe rispondere una domanda con una domanda). In questo modo riusciamo così a focalizzare il nostro obiettivo e allo stesso tempo definiamo il vertice alto della nostra montagna, definito a livello cronometrico. Quindi potremmo dire: vorrei finire la 10 km in meno di 40 minuti.

La nostra montagna quindi attualmente è bidimensionale, sulla carta, abbiamo una base, un punto nella quale è definita la nostra posizione attuale (quindi il nostro valore attuale sulla 10 km) e il vertice che è l'obiettivo. Quindi, direte voi, il gioco è fatto. Con l'allenamento e tabelle ad hoc cerchiamo di migliorare e piano piano di arrivare all'agognata vetta e poi stop gioco finito.

E qui è il segreto della Montagna, ovvero che in realtà da quando la scopriamo e pertanto la facciamo uscire dalla filtra coltre di nebbia che la circonda, o meglio quando la trasportiamo dalla carta alla nostra realtà, essa inizia a vivere e...non ci lascia più. 

Un incubo direte voi, da un'innocua domanda di un podista della domenica abbiamo creato un mostro enorme da cui non riusciremo mai più a liberarci: probabilmente questa definizione è eccessiva, ma non è lontanissima dalla realtà.

Il segreto della montagna è che, anche se noi, ad esempio, fossimo ligi al dovere e seguissimo a dovere tutta la tabella fornita, e se alla Domenica fatidica della "corsa del bombolone" riuscissimo a staccare un 39'59", soddisfattissimi andremmo a mangiare il nostro premio (il bombolone fritto appunto), e poi magari lasceremmo per sempre la corsa e l'agonismo ma...la montagna rimarrebbe dove l'avevamo messa.

E quindi? Semplice, se ,arrivati al vertice (teorico) della nostra montagna, dal giorno dopo smettessimo di allenarci e ricominciassimo a mangiare come dei paguri affamati, piano piano scenderemmo dalla nostra faticosa vetta raggiunta con tanto sudore e torneremmo dopo poco tempo....alla base.

Lo scopo della scalata alla nostra montagna quindi non è il raggiungimento della vetta, o meglio non solo, ma è quella di capire e definire dove siamo ora, cosa possiamo fare e, soprattutto, se stiamo salendo o stiamo scendendo.

Quindi la nostra "prestazione" non è valida tanto per il tempo ottenuto ma per quanto abbiamo raggiungo in quel momento: è come se salendo mettessimo dei picchetti, e con ogni allenamento cercassimo di salire mettendo altri picchetti e issandoci su questi. Ma naturalmente mentre si scala una montagna non si può "stare fermi", pertanto se per qualsiasi ragione saltassimo degli allenamenti piano piano scenderemmo. Ci saranno periodi dove magari ci alleneremo come al solito ma magari perderemo qualche kg, e anche senza sforzo aggiuntivo riusciremmo a salire nella scalata, al contrario se pur allenandoci bene prendessimo qualche kg, la nostra prestazione ne risentirebbe e scenderemmo di altezza.

La prestazione pertanto, come accennato anche in articoli scritti precedentemente, non è figlia solo della bontà degli allenamenti ma anche di come stiamo in un determinato momento fisicamente, come ci sentiamo, che qualità abbiamo migliorato, come stiamo mentalmente etc. è logico che più conosceremo noi stessi più la nostra scalata sarà ben definita, e meglio riusciremo a definire ed individuare cosa ci può far migliorare.

Un teorema a mio parere interessante che magari approfondiremo in prossimi articoli.








ANNO NUOVO MA NON COVID-FREE - NUOVI OBIETTIVI E SPERANZE

Il mese di Dicembre mi ha riservato molte ferie, dovute al fatto che causa COVID le avevo rimandate tutte verso fine anno sperando in un miglioramento della situazione generale, e tra zone arancioni/rosse (in Lombardia non c'è molta scelta) e l'impossibilità di lasciare la Lombardia ne ho approfittato per caricarmi di chilometri.

Sono riuscito a mantenere una buona media settimanale, a parte la seconda settimana di Dicembre sono sempre stato oltre i 70 Km settimanali, mantenendomi agli 80 km settimanali di Natale e Capodanno. 

Certo i ritmi sono molto blandi, con la situazione attuale è difficile porsi obiettivi seri, ma soprattutto che abbiano un minimo di rilevanza a livello temporale, temo infatti che anche quest'anno andrà nell'archivio con gare = 0.

Ma ci sono tanti obiettivi che si possono raggiungere, a partire dallo star bene (il Wellness forse come termine già passato di moda), e indipendentemente dai tempi, migliorare il modo in cui ci si allena, la famosa Qualità citata anche dal vate "ALBANESI" è un obiettivo difficile ed importante.

E così all'alba di questo anno due sono gli obiettivi importanti: fare un buon kilometraggio, anche senza gare, e migliorare gli allenamenti.

Obiettivi forse generici ma che mi danno, nella situazione attuale, un'ottica giusta e percorribile, e qualche stimolo per non uscire già scarico negli allenamenti quotidiani.

Il lavoro da fare è tanto, innanzitutto mantenere una routine settimanale costante di allenamenti, e non avere i salti da settimane a meno di 50 km a quelle oltre i 75, e dall'altra identificare e migliorare la qualità dei singoli allenamenti.

Obiettivi che magari ci possono sembrare scontati, o non percorribili in periodi dove le gare fanno da cartina tornasole delle stagioni podistiche, ma che in questo periodo possono, e devono, essere percorsi.





mercoledì 14 ottobre 2020

E' FACILE CORRERE I 10.000 SE SAI COME FARLI

Continua il percorso di ricordi e di consigli per correre le distanze più gettonate, oggi parliamo dei mitici 10.000 metri.

i 10.000 sono il trait d'union tra la pista e l'asfalto, ovvero è una distanza molto famosa e conosciuta nell'atletica seria, quella dei Gran Galà dell'Atletica, ed è una distanza che in tempi di pre e post-covid è molto presente nei calendari podistici delle varie regioni Italiane e non.

La prima differenza basilare è che i 10 km della gara Domenicale non sono mai perfettamente misurati, in quanto sono poche le gare che vogliono certificare la misura, quindi si parla sempre di 10 km e qualcosa (dove il qualcosa può essere da poche centinaia di metri a qualche Km); inoltre, per gradire, non manca mai il tratto di sterrato o la piccola salita, quindi fare dei paragoni a livello cronometristico con la pista lascia il tempo che trova.

La seconda motivazione che non ci fa correre questa misura al meglio è che, almeno personalmente, gli allenamenti quotidiani non sono mai meno di 10 km, quindi essendo una misura che corriamo molto spesso, ci sembra naturale che "in automatico", siamo pronti per una competizione.

Grosso errore, per preparare al meglio questa gara è necessaria una preparazione, pertanto il consiglio è: correre una 10.000 a tutta birra. Vedere il tempo e calcolare di quanto migliorare. Cercare su internet (sito Albanesi o simili) una tabella di preparazione (almeno 8/10 settimane). Allenarsi bene, soprattutto dedicarsi alle ripetute (brevi da 200 metri e da 1000/2000 metri al massimo), ottimizzare il peso a meno di 21 di IMC ed il gioco è fatto la prestazione non mancherà. 

Questo per ricordare l'algoritmo che ci permette di fare buone prestazioni: peso ottimale, allenamento, mente concentrata.

Ma veniamo alla carrellata di prestazioni degli ultimi 10 anni; la 10 km non è una gara che mi ha mai entusiasmato, nel periodo Toscano oltretutto ne ho fatte molto poche, con le bellissime gare e colline toscane correvo molto più volentieri le scarpinate da 12/13 km fino ai 17/18 km. 

C'era una gara però che mi piaceva tanto correre su questa distanza, è il trofeo CNA City run di Pistoia; la feci nel lontano 2012 con un buon 43'08", l'anno dopo la rifeci con un ottimo 42'40"... e' il record su questa misura anche se dobbiamo fare dei distinguo.

A livello di gare Toscane, se togliamo qualche serale estiva (in cui non sono andato mai benissimo per l'allergia che ho per le gare serali), qualche deejay ten di cui il tempo francamente non può essere preso per veritiero a livello di preparazione (troppa gente per fare un ritmo adeguato alla preparazione) niente di altro da segnalare.

Tornato in Lombardia però, ho visto che nel calendario, favorito dalla pianura e dalla mancanza di fantasia, è pieno zeppo di 10.000 (più o meno), e quindi volente e dolente mi sono specializzato nella misura.

E così tra i "record" dobbiamo annoverare quello nel 2018 della Marcia Grola, nel ridente paesino di Libiola a Serravalle Po, dove ho fermato il cronometro in 43'45" ma in cui la misura era di circa 10200 metri. Tra le buone prestazioni in terra mantovana ricordo anche la 42a la Favorita nel 2018, bella gara corsa in primavera tutta su asfalto, chiusa a 43'48". 

Quindi sui 10.000 ho ancora molto da imparare, e molto da dare, e l'allenamento più le tante gare che si correranno quando ripartiranno le gare, certamente mi daranno la possibilità di ritoccare i record.






venerdì 9 ottobre 2020

10 ANNI DI MEZZE MARATONE - ANALISI DEI TEMPI E DELLE PRESTAZONI- 2A PARTE

Eccoci a terminare il calendario 2013 delle mezze maratone, dopo aver fatto per la prima volta la 'UN PO UN POGGIO a Prato, molto faticosa, cerco di approfittarne per fare la Mezza di Bonelle, vicino a Pistoia, ma le gambe non vanno proprio e stanchissimo chiudo a 1h54'00" a quasi 5'30".

Non faccio altre gare, Mantova salta e riparto nel 2014 a Scandicci con rinnovato spirito, molta grinta, e bene: 1h40'39", puntando  all'1h35 ma con qualche problema di stomaco che mi fa rallentare nel finale.

Appuntamento solo rimandato, la mezza di Prato non delude e mi da la prima grande soddisfazione dell'anno, il migliore da quando corro, con il personal best a 1h34'30". E' un bel correre a 4'30" al km e ben 20 minuti in meno di Bonelle.

Preso dall'entusiasmo raddoppio subito con la mezza di Tavarnelle, gara molto bella ma molto dura, dove arrivo a 1h47'00", poco oltre i 5'04" al km, ma considerando la difficoltà della gara assolutamente di rilievo.

Lungo riposo dalle mezze, riprendo a Novembre dove alla maratonina dei 6 ponti, ad una settimana esatta dalla Maratona di Lucca, ritocco di nuovo il personal best e blocco il cronometro a 1h32'30", dopo aver accarezzato quasi per tutta la gara l'1h30' ma purtroppo con le gambe che cedevano gli ultimi 4 km (corsi quasi a 5'00"). 

Non riuscirò a fare meglio, i 4'23" al Km sono il mio limite, ma faccio notare che per arrivarci ci ho messo quattro anni di lavoro, e che per raggiungere questo risultato è servito lo stato di "flow" di cui ho parlato nello scorso articolo.

Alla fine di quell'anno faccio diverse corse, ma con un amico podista decido di correre anche la mezza di Pisa, poco prima di Natale, e con il sole e la buona forma, nonostante mi sia allenato poco, faccio un bell'1h33'00". 

 Ci siamo, basta allenarsi per bene e l'1h30' arriverà, mi dicevo. Ma perdo il "tocco magico", e ritorno all'1h42' di Scandicci nel 2015, allorchè, molto stupidamente, invece di prepararmi e di fare allenamenti specifici decido di continuare a correre delle mezze per ritrovare il "flusso magico".

 Pistoia non va bene, come tutte le mezze di Pistoia, anche se corro in 1h42'00" ma con molta fatica; Prato mi aiuta e ritorno ad un 1h37'00", ci metto anche Tavarnelle dove faccio un ottimo 1h41'00". Col senno di poi, allenandomi per bene e limitando le gare probabilmente sarei riuscito a tornare sui tempi del 2014, ma invece di ragionarci, abbandono la missione e non faccio altre mezze.

Il 2016 è un anno di cambiamenti, lavorativi e personali, mi esce un magico 1h35'10" indovinate dove? A Prato naturalmente. Saluto la Toscana (e l'1h35) e riparto da Gattatico a Ottobre (RE), senza allenamento dopo un lungo stop mi esce un 1h48'00 dignitoso visto la scarsa preparazione, ma che mi riporta all'inizio della mia esperienza con le mezze.

Nel 2017 cambio il calendario, riparto da Verona con un discreto 1h44' e ho la buona idea di correre Prato che, come sempre, mi da grandi soddisfazioni con un 1h38' che mi fa tornare sui 4'40" al Km, confermato poi in una bella mezza a Campovolo (aeroporto vicino Reggio Emilia), dove arrivo all'1h37' anche se nella parte finale ho molte difficoltà.

Fabbrico, il 25/04, mi fa tornare all'1h46', chiudo l'anno con una gara nuova sul circuito di Imola ad un orario strano (metà mattina), su un circuito molto duro, mi esce 1h53' che per la fatica ricorda Bonelle.

Arriviamo ai giorni nostri, nel 2018 corro a Prato in 1h44' faticando, passiamo a Giugno dove in una gara a Montecatini, ritrovo forma e sprint e nonostante sia una gara abbastanza dura (si passava da Montecatini bassa a Montecatini alta e viceversa) chiudo in 1h38'04 andando a premi con grandi soddisfazioni.

Il 2019 mi porta ad una crisi, a Verona mi fermo letteralmente nella seconda parte di gara a causa del mal di schiena (e di scarpe sbagliate), finisco quasi camminando superando le due ore, un po' meglio a Campovolo (1h48'), Fabbrico abbastanza male (1h50'), chiudo a Mantova nella rinnovata mezza ma sono senza allenamento e con forma pessima, chiudo con un inconcepibile 1h56' nonostante la gara sia molto bella ed emozionante.

Riprendo ad allenarmi più seriamente, a Modena a Novembre dello scorso anno, in una giornata piovosa e abbastanza fredda del 2019 stacco un bel 1.45' quasi insperato, tempo che confermo a Verona tre mesi dopo, a Febbraio 2020, con un 1h44' come nel 2017. Forse è l'anno buono ma scoppia il virus Covid e niente più gare.

Posso dire quindi che dal 2011 al 2014 sono andato sempre in crescendo, nel 2015 invece sto facendo il percorso contrario, quindi non sono riuscito a mantenere il trend di miglioramento dei primi anni; rimango fiducioso che con l'allenamento e migliorando la forma posso tornare sotto l'h45' e forse anche sotto l'1h40'. Servirà tempo e soprattutto dovranno ricominciare le gare.

 

Marco M.

 

 






 

 

 

 

 

 


10 ANNI DI MEZZE MARATONE - ANALISI DEI TEMPI E DELLE PRESTAZIONI _1A PARTE

Il 2020 volge verso l'ultimo quarto, e in attesa della riapertura delle gare podistiche (anche se qualcosa già si sta muovendo temo ci vorrà tempo), ne approfitto per fare qualche analisi e qualche previsione relativamente alle gare. 

Analizzerò le tre distanze clou, partiamo dalla mezza, poi i 10.000 metri e, infine, la regina, ovvero la Maratona.

Personalmente mi sono sempre definito un mezzo-fondista con qualche strascico da maratoneta, sono riuscito a terminare diverse maratone ma i 42 km sono troppi per me, mentre la mezza maratona ha rappresentato la distanza nella quale mi sono espresso meglio.

Questo è dovuto, innanzitutto alla copiosa presenza di gare sia in Toscana che in Lombardia, che in tutto il resto d'Italia e nel mondo; inoltre, la mezza maratona è la distanza ideale per il mio fisico, difatti la 10.000 la ritengo troppo "corta", da correre tutta d'un fiato e di pura velocità, la maratona invece è la gara da "veri" podisti allenati e non da aspiranti tali come il sottoscritto.

La domanda principe che dobbiamo farci in questa e in generale nelle gare è: cos'è che ci permette di arrivare al nostro personal best, o di staccare la "prestazione" in una gara? Dalla mia esperienza sono tre i fattori: l'allenamento (quindi come arriviamo), il fisico (quindi come stiamo), la testa. 

Tutte e tre questi componenti sono importanti, ma "la testa" di solito viene "trasportata". Ovvero, se stiamo bene fisicamente, siamo allenati, sentiamo i km scorrere velocemente i nostri piedi, e la mente in automatico va in stato di "flow", quell'allineamento "magico" che ci permette di dare il 100% senza sentire (o sentendo molto meno) la fatica.

Certo, fosse tutto così facile come quando si scrive, tutte le gare dovrebbero essere foriere di buone prestazioni; in realtà sappiamo bene che raggiungere questo stato è molto difficile, e capita raramente.

Ma stiamo divagando, dobbiamo parlare di mezze maratone; a livello tattico, la mezza può essere divisa facilmente in due gare da 10.000 + 1 km, quindi di solito ai 10 km mentalmente si riesce a fare un primo bilancio della prestazione e delle energie rimaste.

La "crisi", per quanto mi riguarda, arriva tra il 13 e il 17 Km, poi l'avvicinarsi del traguardo spinge a dare il meglio per gli ultimi tre km; per me la "buona" gara ideale vuol dire non partire a razzo ma cercare di "girare" ai 10 km attorno ai 45 minuti, poi se ce n'è spingere per cercare di avvicinarsi all'uno e 30, se ce n'è meno senza crollare accontentarsi dell'1 e 40.

La mia prima mezza certificata è, va da se, Prato nel lontano 2011: un buon 1h46' 15" non male per essere la prima prestazione, qualcosina in più dei 5'02" al km.

Chiudo l'anno delle mezze correndo "in casa", ovvero a Mantova, nel vecchio tracciato della mezza (si correva praticamente tutta fuori dalla città), e l'entusiasmo di correre a casa unito a una buona forma mi fa abbassare subito il personale a 1.42'00": quindi cavo, come dicono in emilia, 10" al Km senza colpo ferire e ricevo in regalo la ottima bottiglia di Lambrusco (meritata). 

Riparto nel 2012 a Scandicci, nella bella mezza di Febbraio, e nonostante l'inverno riesco a ripete la prestazione di Mantova; ne approfitto per provare anche Pistoia, ma la gara è dura con alcune salite ed esce un faticoso 1h48' (passiamo quindi a circa 5'10" al Km).

Per fortuna la successiva mezza di Prato mi riporta sui soliti standard, confermati da 1h43' di SIgna ad Ottobre; anno "regolare", l'impressione è che questo 1h42' sia un limite invalicabile (esisterà qualcosa prima dell'1h42'?).

Mi mantengo sulle 4 gare anche nel 2013, faccio più fatica a Scandicci (1h46'), fatico a PIstoia (1h47'), ma a Prato faccio la magia: 1h39', personal best, la coscienza che esiste qualcosa sotto l'1h42, anzi anche sotto l'1 e 40', il pensiero che questo sia un nuovo limite che sarà difficile migliorare.

Si è fatto tardi, vi rimando alla seconda parte mi sono allungato troppo, ma continueremo con l'escalation delle Mezze.

 


 






 

 

 

 

 



lunedì 14 settembre 2020

RIPARTENZA AUTUNNALE E NUOVE SCARPE: BROOKS ADRENALINE GTS 20

 Avevo abbandonato gli allenamenti nella caldissima afa di Agosto, con poca voglia di allenarmi e testa alle vacanze; il ritorno è stato soft, a fine Agosto, meno caldo, giornate più corte e Settembre che è arrivato ed è già a ...metà mese.

 Stagione nuova anche se rimangono le problematiche connesse al Coronavirus e la mancanza di gare, pertanto non essendo possibile programmare a dovere una Maratona (per ora che sappia sono tutte annullate), accorcio gli allenamenti e mi dedico alla mezza, un'eterna "incompiuta" nel senso che ne ho corse parecchie in questi dieci anni ma poche corse bene.

 Riaprendo il polveroso quaderno del podismo (anche se è virtuale un po' di polvere si appoggia lo stesso sui file), la prima mezza fu a Prato nel lontano 2011 con un buon 1.46 (tempi migliori di ora, così per dire), poi in crescendo nel 2012 e nel 2013 fino ad arrivare al 1.32'50" citato anche nel sito (2014). E poi? Un bel 1.35 a Prato in una giornata piovosa nel 2016 ma poi siamo passati alle prestazioni di questi anni e agli 1.48 e 1.50. 

 A parte il discorso dei tempi ho sempre avuto difficoltà nella gestione della seconda parte di gara, dal 13o al 18o Km, e sapete bene che i finali non sono certo la mia passione.

Pertanto riparto con due medi (13 km) settimanali e il lungo (20 km) domenicale cercando di riprendere il ritmo. Ho cambiato le "gomme", passando dalle amate (anche se hanno fatto poche gare) Brooks Ravenna 8 alle Adrenaline GTS20. Le Ravenna ormai penso non le facciano più e le 9 (penso anche la 10) erano troppo morbide e non adeguate al mio peso e al mio andamento ...claudicante.

Prime impressioni buone anche se mi sembrano sempre troppo "morbide", spero non cedano in quanto conto di farci almeno 1000 km, anche se immagino percorreranno pochi km di gara, ma provvederò a sfruttarle negli allenamenti invernali e nell'anno prossimo. 

Cercherò di impegnarmi almeno fino a Novembre, sperando che qualche mezza si "liberi" e non ci sia una nuova esplosione del virus; l'allenamento invernale sarà sui lunghi (non si scappa) in attesa che il circus del podismo (finalmente) riparta.



PRIMAVERA POCO CORSAIOLA

 E' arrivato il periodo di gare preferito dell'anno, ma quest'anno per le vicende note non posso partecipare fisicamente anche s...