sabato 6 febbraio 2016

MARATONINA DI VINCI E ALTRE AMENITA'






Domenica scorsa ho approfittato della visita del mio amico romano Gaetano per fare una gara diversa la conosciutissima Maratonina di Vinci.

Vinci è una città vicino ad Empoli, famoso per aver dato i natali a Leonardo; nella gita domenicale era prevista anche una visita al museo, che però era chiuso. La giornata era piovosa, anche se la pioggia era fine e non ha disturbato la gara (francamente penso che gli atleti non si siano neanche accorti che piovesse); temperatura mite anche se nel paese di Vinci c'era una brezza parecchio fredda.

In generale lo stato di forma è quel che è in questo periodo, a Gennaio gli allenamenti sono stati costanti, ho reiniziato dopo diversi mesi a fare le ripetute da 1 e 2 km e un giorno anche ripetute brevi da 150/200 metri in salita; ho notato che nel frattempo le gambe mi si sono impigrite parecchio, ho notato che la prestazione negativa alle Caserane non era tanto per l'ora quanto per una mancata preparazione nei tratti brevi e quindi in generale nella velocità.

Parallelamente in palestra ho iniziato una scheda, inventata da me, di pura aerobica tra corsa su tapis-roulant, bici e step che mi sta facendo perdere, molto faticosamente, qualche etto, necessario per tornare a correre bene.

Con queste prerogative non avevo grande aspettative sulla gara, che mi aspettavo collinare "ma non troppo"; allo start comunque grande entusiasmo e partenza su ritmi alti attorno a 4'00"/km. Ci sono molti atleti e impiego qualche km a trovare la posizione; dopo qualche km iniziano le salite, prima su asfalto e poi su sterrato. La salita diventa sempre più dura, in terreno fangoso e scivoloso, però me la cavo: inizia la discesa, per fortuna su asfalto, e anche cercando di mantenere un ritmo decente vengo passato da almeno 20 atleti.

Finisce il primo giro, francamente sono già stanco e non so bene dove troverò le energie per il secondo giro: difatti rallento, le salite diventano sempre più faticose ma soprattutto non riesco a riprendere i ritmi di inizio gara e le gambe sono finite. Il primo giro (di quasi 8 km) l'ho concluso a 33' il secondo a 35'. Nonostante tutto non ho avuto un crollo cronometrico, penso grazie al ritmo delle salite. Certo il risultato cronometrico è stato scarso, però la gara era molto dura, una delle più ardue che ho affrontato su questa distanza.

Alla fine siamo troppo stanchi per fare turismo, le indicazioni a fine gara (come ad inizio gara) sono pessime la gara è molto bella ma organizzata malissimo, impiego cinque minuti a riconsegnare il chip e andiamo a casa per farci una sana doccia calda.

La gara è stata un ottimo allenamento per le salite, e per le discese. La preparazione non era per fare una gara "combattuta", e considerando il periodo dell'anno e la difficoltà della gara penso che difficilmente entrerà nel mio calendario. Detto questo è stata una bella gara anche se organizzata malissimo.

lunedì 11 gennaio 2016

CHI BEN COMINCIA...


Il clima tardo - autunnale di questo strano Gennaio, con pioggia a catinelle ma temperature miti (10/15 gradi), ha un po' stravolto i miei lunghi letarghi podistici, quando di solito mi rifugio in una  calda, polverosa (e malsana) palestra per tonificare i muscoli e prendere qualche Kg che poi dovrò togliere in primavera con molta molta fatica.
E così eccomi già dalla mattina del primo Gennaio a gareggiare, in una bella giornata di sole, in una campestre vicino a Prato in compagnia degli amici della squadra, e di certo non tirarmi indietro (ottimo tempo e ottima prestazione). Dopo qualche giorno su e giù per le vallate di Vaiano, clima nuvoloso e un pochino più freddo del solito, per mordere le caviglie agli avversari nelle lunghe salite della gara, per poi essere sorpassato da chiunque e da qualunque nelle infinite discese (libere) della gara.
Dopo qualche giorno, approfitto della giornata Befanosa e non mi faccio irretire dalla pioggia battente per lanciarmi sulle strade amiche delle Cascine di Firenze, zona di allenamenti Lunghi, a trovare un ritmo discreto per finire in bellezza la terza gara in sei giorni.
Ma non è finita: è di nuovo weekend e al Sabato non può mancare una classica di inizio anno che francamente mi perderei volentieri ma che poi corro comunque: la Cronocaserana, campestre da 5000 metri nel fango. Stiamo parlando di pomeriggio di Sabato, le gambe non ne vogliono sapere di andare e la corsa, con le abbondanti piogge della nottata, è un pantano di sabbie mobili, ideale per concludere la frittata: tempo pessimo prestazione veramente scarsa.
E arriva la Domenica, dove al mattino, stanchissimo, gambe a pezzi, non rinuncio all'Invernale di Palastreto, bella scarpinata con salite dure, lunghe, discese "limitate", ottimo allenamento, il tempo non lo guardo neanche non era l'obiettivo della giornata.
E così rieccomi, mi prenderò qualche giorno di calma dalle gare, di tutte l'unica da evitare era forso la Crono, comunque mi sono divertito e il fisico sta reggendo anche se le prestazioni non possono che variare tra alti e bassi.

martedì 29 dicembre 2015

DIARIO DI UN ANNO DIFFICILE (CIT.)


Terminata la doverosa pausa Natalizia ho ripreso gli allenamenti: il riposo è stato un po' di più del solito, in primis mi sto ancora trascinando il problema alla cervicale (in via di risoluzione) e poi per riprendermi dalla Maratona di Pisa (a dire il vero con molti meno strascichi rispetto a quella di Lucca in Ottobre). 

Non mi voglio perdere troppo in valutazioni dell'anno passato, i vari Post sono esplicativi delle numerose difficoltà che ho avuto: ciò che rimane è la delusione per il mancato passo avanti rispetto il 2014, anzi direi che le prestazioni di quest'anno sono molto più simili al 2013.

Non so se le prestazioni dello scorso anno siano state exploit non ripetibili (tanto per dirne una la mitica settimana della Maratona di Lucca: Record sulla Maratona, gara il Sabato successivo di 13 Km a ottimo ritmo, Record personale sulla Maratonina ad Agliana il giorno dopo), mi auguro di no, per natura sono ottimista e sono sempre convinto (penso l'abbiate capito), che la tenacia e gli allenamenti debbano comunque portare ad un miglioramento sia fisico che cronometrico.

Penso inoltre che essendo un atleta amatoriale ci sono tante variabili da tenere in considerazione: oltre all'aspetto fisico c'è anche quello mentale, e certamente quest'anno è stato deludente sotto tanti aspetti, e questo ha influito anche sugli allenamenti, e naturalmente sulle gare. Un'altra cosa che non mi è piaciuta è stato il mancato cambio ritmo, dalle prime pessime prestazioni avevo compreso che qualcosa era cambiato, però a parte Giugno/Luglio tutto il resto dell'anno si è erroneamente adagiato sulla convinzione di essere nell'anno "sbagliato".

E' inutile piangere sul latte versato, non è la prima stagione negativa e non sarà l'ultima, pertanto ho già programmato le prossime gare: innanzitutto una bella Maratona primaverile (tanto per gradire), e diverse mezze, distanza che è mancata sul mio "taccuino" negli ultimi tempi: inizio a fine Gennaio (Vinci), Febbraio (Scandicci), Marzo (Prato), poi Aprile con l'Un Po' N' Poggio sempre a Prato, per preparare poi la Pistoia Abetone che quest'anno ho intenzione di correre fino al 50° Km. 

Tanti obiettivi importanti, ma la cosa fondamentale saranno sì i tempi ma, ricordiamocelo sempre, la spinta più grande di questo sport è... IL DIVERTIMENTO :-) Buon anno!!!!!! 




martedì 22 dicembre 2015

MARATONA DI PISA...TEMPO TIRANNO



Finalmente l'ultima maratona dell'anno, l'aggettivo è solo per inquadrare il finale di annata e di una stagione difficile e avara di soddisfazioni. Negli ultimi giorni il tempo è stato veramente clemente con temperature primaverili e foschia/sole ma niente pioggia, quindi l'ultimo mese di allenamenti è andato bene anche se nell'ultima settimana pre-maratona mi sono allenato poco a causa di impegni lavorativi.


Mi alzo di buon ora per il ritiro di pettorali, è ancora notte quando parto e arrivo a Pisa nella zona dell'Expo verso le sette di mattina, pochissime persone e procedura agilissima. Il pacco regalo è veramente scarno con una maglietta (naturalmente finita la mia taglia) e poco altro, considerando che è una maratona mi aspettavo qualcosa di più, i premi di certe gare sotto casa sono molto più consistenti.


Faccio una rapida sosta nella zona WC Docce, lo spogliatoio è piccolo anche considerando le iscrizioni (tra tutti più di 3000 presenze), decido che a fine gara andrò direttamente a casa senza perdere tempo e prendere ulteriormente freddo.


La giornata è assolata arrivo in zona Torre di Pisa, vicino alla partenza alle 8.00, ci sono già degli atleti che si stanno scaldando, faccio un po' di riscaldamento e mi rendo conto di aver dimenticato (come al solito) la barretta: ormai è tardi per tornare indietro cercherò di mangiare quello che è disponibile nelle varie soste di rifornimento, anche perché ho fatto colazione presto e già la pancia...brontola.


L'inizio è tranquillo, corro sui tempi di 5'20", sto davanti ai palloncini del 3h45 per avere un riferimento però cerco di non forzare troppo; le gambe non girano benissimo però non devo insistere troppo: ho qualche problema attorno al 13 km, comincio a rallentare senza rendermi conto esattamente del motivo, passo a 5'30" 5'40" faticando parecchio. Al 15° bevo e mangio 2 wafer (l'unico cibo solido presente a parte i limoni e le arance), le difficoltà continuano e a dire il vero sono un po' preoccupato di questo calo visto manca ancora molta gara.


Il mio punto di riferimento è diventato il palloncino di 1h50 della mezza, lo tengo praticamente fino a metà gara, inizio ad avere un fastidioso dolore alla base del collo nella parte della schiena (cervicale), putroppo negli ultimi giorni è un dolore che ho spesso in allenamento, difatti ho portato ed indosso un copricollo ma il dolore aumenta.

Attorno al 22°Km siamo nella zona di Tirrenia, forse è l'aria di mare ma vado molto meglio, a parte il dolore alla schiena, aumento il ritmo e sto agilmente tra i 4'50" e 5'00", sono sorpreso da tale ritmo però non ho grosse difficoltà a tenerlo, le gambe non mi fanno male.

Passo agevolmente il 25°, ho risuperato da qualche km il palloncino dei 3h45' tenendo questo ritmo forse posso riuscire addirittura ad avvicinare i 3h30', cerco di non forzare troppo ma le gambe scorrono bene; a 30 Km comincio a calare, non tanto per la stanchezza ma il dolore alla schiena è sempre più presente, addirittura non riesco a muovere neanche il braccio Sinistro per vedere il cronometro, cerco di sbloccare la schiena facendo dei movimenti rotatori delle spalle e delle braccia, ma il dolore è sempre più forte.

Al 32° Km rallento, mi ripassano (definitivamente) gli atleti del palloncino delle 3h 45' cerco di stare dietro e forzando un po' ci riesco, mancano 10 Km però il ritmo ora è notevolmente rallentato non riesco a stare sotto i 5'50" - 6'00" potrei forze aumentare ma ho paura mi si blocchi la schiena.


Al 35° il calo è consistente, oramai non tengo più neanche i 6'00" però è quasi finita e stringo i denti, sto tenendo una posizione innaturale dovuta al dolore alla schiena, le gambe sono pesanti però ciò che mi da fastidio è dover tenere un movimento contratto che a lungo andare mi crea sempre più problemi.

Al 39/40° km oramai ho rallentato tantissimo, mi sono reso conto che purtroppo a livello cronometrico ho perso tutto quanto di buono fatto precedentemente, il morale è comunque buono e l'essere entrato a Pisa mi da coraggio: gli ultimi due km sono infiniti ma chiudo in 3h56'.

E' stata comunque una bella gara anche se molto sofferta, sono dispiaciuto per i problemi avuti, penso che in condizioni normali avrei potuto terminare ad 3h40', il mio obiettivo era comunque di fare una gara minimamente regolare sotto le quattro ore quindi tutto sommato sono soddisfatto, soprattutto del fatto di non aver avuto il crollo per il muro, ma il calo consistente di ritmo alla fine è dovuto ad altri problemi, che cercherò di risolvere.

sabato 19 dicembre 2015

MOURINHO NORMAL O SPECIAL?

La lunga agonia, forse troppo, che ha coinvolto Mourinho e il Chelsea è arrivata al capolinea: negli ultimi quattro mesi: dall'inizio della Premier difatti il Chelsea  dei campioni è diventato improvvisamente una squadra di brocchi dove i vari Fabregas, Hazard, Willian sembrano relegati al ruolo di giocatori normali e la squadra di Londra trasformata improvvisamente in una compagine da media/bassa classifica.
Come può essere successo? E' la stampa bellezza o meglio il mistero è il sale dello sport che ci piace così tanto e la squadra è implosa, crollata sotto il peso dei risultati e dell'impossibilità di riuscire a cambiare marcia.
La storia del calcio, anche a breve, avrebbe dovuto insegnare qualcosa, anche se il fascino di Mou e la sua trasformazione da Special One specializzato nel massimo rendimento ad allenatore di lungo corso (modello Wenger Arsenal) con i milioni di Abramovic (incassati comunque) era apparsa l'evoluzione del Mister che ben conoscevamo, tutto d'un pezzo, sicuro dei suoi mezzi, puntuale e matematico nel vincere trofei e nel trasformare le sue squadre in team vincenti.
Qualche giornalista provò tempo fa a punzecchiare Mou, portando alla luce quello che poteva essere il segreto dell'allenatore di Setubal: quel numero tre, tre anni, che è il numero magico per eccellenza ma anche il limite di questo grande allenatore. Il rinnovo di contratto con i Blues mi colpì infatti, anzi a dire il vero mi colpì anni fa il grande ritorno.
Come l'allenatore Special One invece di cercare nuove e mirabolanti avventure, nuovi successi, tornava alla base? Il Mister che la notte del Triplete se ne andava con un contratto milionario al Real, mai domo, mai soddisfatto di ciò che aveva appena vinto?
Evidentemente il passo al Real non è riuscito come avrebbe dovuto, l'allenatore di Setubal non è riuscito a trasformare i Madridisti in Special, a propria somiglianza, come fatto nelle compagini precedenti: anzi l'impressione è che sia stato esso stesso triturato dal grande clamore mediatico dei Blancos e da ciò che ci sta attorno.
La sensazione è che il Mister abbia perso qualche certezza, e così ho letto la decisione di tornare al passato per fare una cosa comunque difficile, rivincere, in un ambiente conosciuto. E, tutto sommato, anche questo è riuscito al mago di Setubal.
Il rinnovo di contratto mi è sembrato quindi ancora più strano: l'impressione è che Mourihno non conosca bene sé stesso, i propri pregi, ma anche i propri limiti. Era logico che quest'anno per vincere sarebbe stato necessario rinnovare la squadra, che invece non ha fatto grandi acquisti, o cambiare aria e Josè non l'ha capito, o non l'ha voluto capire: così il destino si è fatto portavoce regalando un inizio stagione fallimentare.
Sono un estimatore di Mourinho, ma penso che sia come un rifinitore, un goleador, uno che sfrutta il lavoro suo e degli altri per ottenere il top, ma che esaurito il compito non possa o non debba essere "ingabbiato" nel ruolo. Come ogni superuomo che si rispetti, ha bisogno di aria nuova, di nuovi obiettivi, e certamente non mancheranno le offerte da grandi club e rivedremo, di certo, Mou tornare lo Special One che conosciamo.


domenica 13 dicembre 2015

Bel gioco a tinte nerazzurre o classifica?




La domanda, retorica se vogliamo, vuole solo fomentare le discussioni su questo atipico Campionato di Serie A, dove la stranezza, per noi italiani, è vedere finalmente una lotta per le zone "che contano" aperta a più squadre e non dominate dalle solite note.
Innanzitutto, parlando di bel gioco, sarebbe giusto identificare cosa intendiamo: il possesso palla tanto citato dai nostri allenatori, il numero di azioni da goal, il numero di assist, la rotondità del risultato, l'aggressitivà dei giocatori, etc.
Sono tanti i parametri da tenere in considerazione e ognuno ha le proprie idee a proposito, trattandosi di una valutazione estetica e non entrando nel merito di dettagli predefiniti.
Per dirne una, ad esempio,  non ricordo la Juventus, dominatrice del campionato dello scorso anno, come esempio di grande qualità di gioco, anzi mi sembrava che puntasse ad ottenere il miglior risultato con il minimo sforzo, eppure nessuno ha mai criticato i bianconeri per il tipo di gioco espresso, penso quindi che in certi casi alcune discussioni siano solo pretestuose.
Facendo un discorso più tattico possiamo analizzare la formazione dell'Inter di ieri contro l'Udinese: definito dai giornali un 4-2-3-1, a mio parere si trattava più di un 4-2-4 dove tutti gli attaccanti (da Laijcic sulla fascia ad Icardi molto efficace anche in difesa grazie ai suoi colpi di testa a liberare ad esempio) si sacrificano nella fase difensiva, e anche numericamente è chiaro manchi quantitativamente il centrocampo.
Non possiamo definire certo gli interni utilizzati come fautori di bel gioco e specializzati nei passaggi smarcanti, visto che Melo è a protezione della difesa e Guarin è, se vogliamo, il "fantasista" di centrocampo, dove per fantasista non intendo altro che un giocatore che prende palla nella sua metà campo e cerca di dribblare chiunque gli si presenti davanti (andandosi a cercare l'avversario se questo non si fa "sotto")  perdendo puntualmente palla, o incaponendosi con dei tiracci da trenta metri senza capo ne coda.
Senza centrocampo è difficile tener palla, e quindi, inevitabilmente, il pallino del gioco passa in mano agli avversari.
Ma il possesso è la certificazione di bel gioco? Ci ricordiamo di Mazzarri che, nonostante i deludenti risultati della squadra, declamava davanti alle tv che l'alta percentuale di possesso palla, quindi i "numeri", dimostrava che la sua squadra aveva dominato la partita (naturalmente poi persa)?
Qualitativamente, se con buon gioco intendiamo la qualità di giocate singole, in attacco non mancano di certo i piedi raffinati: Jovetic, Laijcic, oltretutto, cercano sempre di saltare l'uomo (mettiamoci anche Perisic anche se non ha ancora dimostrato le qualità degli altri interpreti).
Penso che ad inizio stagione il centrocampo titolare avrebbe dovuto essere: Melo/Medel, Kondogbia e Guarin, ma il francese ha dimostrato di aver sofferto il cambiamento è non è riuscito ad esprimersi come forse la squadra nerazzurra pensava.
Quindi, alla fine la qualità del gioco potrà migliorare solo con la crescita del centrocampo (Kondogbia ma anche Brozovic che ieri ci ha lasciati "basiti" con un bellissimo goal alla Del Piero) o con l'innesto di un vero e proprio regista, che andrebbe però ad incidere sui delicati equilibri della squadra e che dovrebbe riuscire ad inserirsi molto velocemente, essere bravo in copertura e fare da collante tra la difesa così celebrata e l'attacco. Sarà difficile trovare un giocatore di tali abilità pertanto penso che dovremo necessariamente adeguarci a questo "brutto gioco", plaudendo però le belle giocate singole che questa Inter di fine anno non ci sta facendo mancare.

martedì 1 dicembre 2015

E' ARRIVATO L'INVERNO...




Ammeto che la constatazione, se vogliamo, è abbastanza scontata ma non ho trovato di meglio per l'incipit di questo post. 

Non ho molto di nuovo da raccontare, a dire il vero, la situazione è cristallizzata al post Maratona di Lucca con tutti gli strascichi annessi. 

A Novembre mi sono allenato regolarmente, ho inserito gradatamente due sedute di palestra, visto che la corsa serale in alcune giornate è davvero difficile, questa modifica di allenamento, tipica di questa stagione, mi ha permesso di poter gestire meglio la postura grazie al lavoro sugli addominali, però mi ha incanalato verso un aumento di peso (muscolare ma anche dovuto al maggiore afflusso di cibo, diciamo così :-)) e non ha portato benefici sul ritmo.

Sono riuscito a fare un lungo di 30 Km circa, ne ho in programma un'altro almeno da 35 che avrei dovuto svolgere Domenica 29, ma il mio campo di allenamento era occupato dall'attesissima e partecipata Maratona di Firenze, pertanto ho dovuto desistere e rimandarlo all'8 Dicembre. Ho optato per un medio collinare, utile a mio parere e divertente in quanto Domenica è stata una bella giornata di sole.

Non ho molte speranze per questa fine d'anno, sono sincero, però penso che le prime gare del prossimo anno porteranno ad un miglioramento, se non altro nel morale. Il 6 Dicembre comunque gara vicino a Pistoia, poi un altro medio il 13 per poi dedicarmi all'ultima maratona dell'anno: sono pessimista sull'esito della gara, il ritmo attuale, la scarsa condizione fisica, il morale non molto alto difficilmente mi permetteranno di migliorare il tempo di Lucca, però la seconda Maratona annuale per me è un evento importante che spero diventi, comunque, una caratteristica fissa del mio anno sportivo. Certamente, senza nemmeno lo stimolo di una gara importante, avrei passato questi mesi ad allenarmi poco, in balia di me stesso, a fantasticare su tempi irrealizzabili e su gare improbabili per il nuovo anno.

Terminata la gara mi dedicherò a dei lunghi lenti cercando di aumentare il Km settimanale in attesa dei buoni propositi per il nuovo anno.

Marco M.

PRIMAVERA POCO CORSAIOLA

 E' arrivato il periodo di gare preferito dell'anno, ma quest'anno per le vicende note non posso partecipare fisicamente anche s...