mercoledì 27 gennaio 2021

ANNO NUOVO MA NON COVID-FREE - NUOVI OBIETTIVI E SPERANZE

Il mese di Dicembre mi ha riservato molte ferie, dovute al fatto che causa COVID le avevo rimandate tutte verso fine anno sperando in un miglioramento della situazione generale, e tra zone arancioni/rosse (in Lombardia non c'è molta scelta) e l'impossibilità di lasciare la Lombardia ne ho approfittato per caricarmi di chilometri.

Sono riuscito a mantenere una buona media settimanale, a parte la seconda settimana di Dicembre sono sempre stato oltre i 70 Km settimanali, mantenendomi agli 80 km settimanali di Natale e Capodanno. 

Certo i ritmi sono molto blandi, con la situazione attuale è difficile porsi obiettivi seri, ma soprattutto che abbiano un minimo di rilevanza a livello temporale, temo infatti che anche quest'anno andrà nell'archivio con gare = 0.

Ma ci sono tanti obiettivi che si possono raggiungere, a partire dallo star bene (il Wellness forse come termine già passato di moda), e indipendentemente dai tempi, migliorare il modo in cui ci si allena, la famosa Qualità citata anche dal vate "ALBANESI" è un obiettivo difficile ed importante.

E così all'alba di questo anno due sono gli obiettivi importanti: fare un buon kilometraggio, anche senza gare, e migliorare gli allenamenti.

Obiettivi forse generici ma che mi danno, nella situazione attuale, un'ottica giusta e percorribile, e qualche stimolo per non uscire già scarico negli allenamenti quotidiani.

Il lavoro da fare è tanto, innanzitutto mantenere una routine settimanale costante di allenamenti, e non avere i salti da settimane a meno di 50 km a quelle oltre i 75, e dall'altra identificare e migliorare la qualità dei singoli allenamenti.

Obiettivi che magari ci possono sembrare scontati, o non percorribili in periodi dove le gare fanno da cartina tornasole delle stagioni podistiche, ma che in questo periodo possono, e devono, essere percorsi.





mercoledì 14 ottobre 2020

E' FACILE CORRERE I 10.000 SE SAI COME FARLI

Continua il percorso di ricordi e di consigli per correre le distanze più gettonate, oggi parliamo dei mitici 10.000 metri.

i 10.000 sono il trait d'union tra la pista e l'asfalto, ovvero è una distanza molto famosa e conosciuta nell'atletica seria, quella dei Gran Galà dell'Atletica, ed è una distanza che in tempi di pre e post-covid è molto presente nei calendari podistici delle varie regioni Italiane e non.

La prima differenza basilare è che i 10 km della gara Domenicale non sono mai perfettamente misurati, in quanto sono poche le gare che vogliono certificare la misura, quindi si parla sempre di 10 km e qualcosa (dove il qualcosa può essere da poche centinaia di metri a qualche Km); inoltre, per gradire, non manca mai il tratto di sterrato o la piccola salita, quindi fare dei paragoni a livello cronometristico con la pista lascia il tempo che trova.

La seconda motivazione che non ci fa correre questa misura al meglio è che, almeno personalmente, gli allenamenti quotidiani non sono mai meno di 10 km, quindi essendo una misura che corriamo molto spesso, ci sembra naturale che "in automatico", siamo pronti per una competizione.

Grosso errore, per preparare al meglio questa gara è necessaria una preparazione, pertanto il consiglio è: correre una 10.000 a tutta birra. Vedere il tempo e calcolare di quanto migliorare. Cercare su internet (sito Albanesi o simili) una tabella di preparazione (almeno 8/10 settimane). Allenarsi bene, soprattutto dedicarsi alle ripetute (brevi da 200 metri e da 1000/2000 metri al massimo), ottimizzare il peso a meno di 21 di IMC ed il gioco è fatto la prestazione non mancherà. 

Questo per ricordare l'algoritmo che ci permette di fare buone prestazioni: peso ottimale, allenamento, mente concentrata.

Ma veniamo alla carrellata di prestazioni degli ultimi 10 anni; la 10 km non è una gara che mi ha mai entusiasmato, nel periodo Toscano oltretutto ne ho fatte molto poche, con le bellissime gare e colline toscane correvo molto più volentieri le scarpinate da 12/13 km fino ai 17/18 km. 

C'era una gara però che mi piaceva tanto correre su questa distanza, è il trofeo CNA City run di Pistoia; la feci nel lontano 2012 con un buon 43'08", l'anno dopo la rifeci con un ottimo 42'40"... e' il record su questa misura anche se dobbiamo fare dei distinguo.

A livello di gare Toscane, se togliamo qualche serale estiva (in cui non sono andato mai benissimo per l'allergia che ho per le gare serali), qualche deejay ten di cui il tempo francamente non può essere preso per veritiero a livello di preparazione (troppa gente per fare un ritmo adeguato alla preparazione) niente di altro da segnalare.

Tornato in Lombardia però, ho visto che nel calendario, favorito dalla pianura e dalla mancanza di fantasia, è pieno zeppo di 10.000 (più o meno), e quindi volente e dolente mi sono specializzato nella misura.

E così tra i "record" dobbiamo annoverare quello nel 2018 della Marcia Grola, nel ridente paesino di Libiola a Serravalle Po, dove ho fermato il cronometro in 43'45" ma in cui la misura era di circa 10200 metri. Tra le buone prestazioni in terra mantovana ricordo anche la 42a la Favorita nel 2018, bella gara corsa in primavera tutta su asfalto, chiusa a 43'48". 

Quindi sui 10.000 ho ancora molto da imparare, e molto da dare, e l'allenamento più le tante gare che si correranno quando ripartiranno le gare, certamente mi daranno la possibilità di ritoccare i record.






venerdì 9 ottobre 2020

10 ANNI DI MEZZE MARATONE - ANALISI DEI TEMPI E DELLE PRESTAZONI- 2A PARTE

Eccoci a terminare il calendario 2013 delle mezze maratone, dopo aver fatto per la prima volta la 'UN PO UN POGGIO a Prato, molto faticosa, cerco di approfittarne per fare la Mezza di Bonelle, vicino a Pistoia, ma le gambe non vanno proprio e stanchissimo chiudo a 1h54'00" a quasi 5'30".

Non faccio altre gare, Mantova salta e riparto nel 2014 a Scandicci con rinnovato spirito, molta grinta, e bene: 1h40'39", puntando  all'1h35 ma con qualche problema di stomaco che mi fa rallentare nel finale.

Appuntamento solo rimandato, la mezza di Prato non delude e mi da la prima grande soddisfazione dell'anno, il migliore da quando corro, con il personal best a 1h34'30". E' un bel correre a 4'30" al km e ben 20 minuti in meno di Bonelle.

Preso dall'entusiasmo raddoppio subito con la mezza di Tavarnelle, gara molto bella ma molto dura, dove arrivo a 1h47'00", poco oltre i 5'04" al km, ma considerando la difficoltà della gara assolutamente di rilievo.

Lungo riposo dalle mezze, riprendo a Novembre dove alla maratonina dei 6 ponti, ad una settimana esatta dalla Maratona di Lucca, ritocco di nuovo il personal best e blocco il cronometro a 1h32'30", dopo aver accarezzato quasi per tutta la gara l'1h30' ma purtroppo con le gambe che cedevano gli ultimi 4 km (corsi quasi a 5'00"). 

Non riuscirò a fare meglio, i 4'23" al Km sono il mio limite, ma faccio notare che per arrivarci ci ho messo quattro anni di lavoro, e che per raggiungere questo risultato è servito lo stato di "flow" di cui ho parlato nello scorso articolo.

Alla fine di quell'anno faccio diverse corse, ma con un amico podista decido di correre anche la mezza di Pisa, poco prima di Natale, e con il sole e la buona forma, nonostante mi sia allenato poco, faccio un bell'1h33'00". 

 Ci siamo, basta allenarsi per bene e l'1h30' arriverà, mi dicevo. Ma perdo il "tocco magico", e ritorno all'1h42' di Scandicci nel 2015, allorchè, molto stupidamente, invece di prepararmi e di fare allenamenti specifici decido di continuare a correre delle mezze per ritrovare il "flusso magico".

 Pistoia non va bene, come tutte le mezze di Pistoia, anche se corro in 1h42'00" ma con molta fatica; Prato mi aiuta e ritorno ad un 1h37'00", ci metto anche Tavarnelle dove faccio un ottimo 1h41'00". Col senno di poi, allenandomi per bene e limitando le gare probabilmente sarei riuscito a tornare sui tempi del 2014, ma invece di ragionarci, abbandono la missione e non faccio altre mezze.

Il 2016 è un anno di cambiamenti, lavorativi e personali, mi esce un magico 1h35'10" indovinate dove? A Prato naturalmente. Saluto la Toscana (e l'1h35) e riparto da Gattatico a Ottobre (RE), senza allenamento dopo un lungo stop mi esce un 1h48'00 dignitoso visto la scarsa preparazione, ma che mi riporta all'inizio della mia esperienza con le mezze.

Nel 2017 cambio il calendario, riparto da Verona con un discreto 1h44' e ho la buona idea di correre Prato che, come sempre, mi da grandi soddisfazioni con un 1h38' che mi fa tornare sui 4'40" al Km, confermato poi in una bella mezza a Campovolo (aeroporto vicino Reggio Emilia), dove arrivo all'1h37' anche se nella parte finale ho molte difficoltà.

Fabbrico, il 25/04, mi fa tornare all'1h46', chiudo l'anno con una gara nuova sul circuito di Imola ad un orario strano (metà mattina), su un circuito molto duro, mi esce 1h53' che per la fatica ricorda Bonelle.

Arriviamo ai giorni nostri, nel 2018 corro a Prato in 1h44' faticando, passiamo a Giugno dove in una gara a Montecatini, ritrovo forma e sprint e nonostante sia una gara abbastanza dura (si passava da Montecatini bassa a Montecatini alta e viceversa) chiudo in 1h38'04 andando a premi con grandi soddisfazioni.

Il 2019 mi porta ad una crisi, a Verona mi fermo letteralmente nella seconda parte di gara a causa del mal di schiena (e di scarpe sbagliate), finisco quasi camminando superando le due ore, un po' meglio a Campovolo (1h48'), Fabbrico abbastanza male (1h50'), chiudo a Mantova nella rinnovata mezza ma sono senza allenamento e con forma pessima, chiudo con un inconcepibile 1h56' nonostante la gara sia molto bella ed emozionante.

Riprendo ad allenarmi più seriamente, a Modena a Novembre dello scorso anno, in una giornata piovosa e abbastanza fredda del 2019 stacco un bel 1.45' quasi insperato, tempo che confermo a Verona tre mesi dopo, a Febbraio 2020, con un 1h44' come nel 2017. Forse è l'anno buono ma scoppia il virus Covid e niente più gare.

Posso dire quindi che dal 2011 al 2014 sono andato sempre in crescendo, nel 2015 invece sto facendo il percorso contrario, quindi non sono riuscito a mantenere il trend di miglioramento dei primi anni; rimango fiducioso che con l'allenamento e migliorando la forma posso tornare sotto l'h45' e forse anche sotto l'1h40'. Servirà tempo e soprattutto dovranno ricominciare le gare.

 

Marco M.

 

 






 

 

 

 

 

 


10 ANNI DI MEZZE MARATONE - ANALISI DEI TEMPI E DELLE PRESTAZIONI _1A PARTE

Il 2020 volge verso l'ultimo quarto, e in attesa della riapertura delle gare podistiche (anche se qualcosa già si sta muovendo temo ci vorrà tempo), ne approfitto per fare qualche analisi e qualche previsione relativamente alle gare. 

Analizzerò le tre distanze clou, partiamo dalla mezza, poi i 10.000 metri e, infine, la regina, ovvero la Maratona.

Personalmente mi sono sempre definito un mezzo-fondista con qualche strascico da maratoneta, sono riuscito a terminare diverse maratone ma i 42 km sono troppi per me, mentre la mezza maratona ha rappresentato la distanza nella quale mi sono espresso meglio.

Questo è dovuto, innanzitutto alla copiosa presenza di gare sia in Toscana che in Lombardia, che in tutto il resto d'Italia e nel mondo; inoltre, la mezza maratona è la distanza ideale per il mio fisico, difatti la 10.000 la ritengo troppo "corta", da correre tutta d'un fiato e di pura velocità, la maratona invece è la gara da "veri" podisti allenati e non da aspiranti tali come il sottoscritto.

La domanda principe che dobbiamo farci in questa e in generale nelle gare è: cos'è che ci permette di arrivare al nostro personal best, o di staccare la "prestazione" in una gara? Dalla mia esperienza sono tre i fattori: l'allenamento (quindi come arriviamo), il fisico (quindi come stiamo), la testa. 

Tutte e tre questi componenti sono importanti, ma "la testa" di solito viene "trasportata". Ovvero, se stiamo bene fisicamente, siamo allenati, sentiamo i km scorrere velocemente i nostri piedi, e la mente in automatico va in stato di "flow", quell'allineamento "magico" che ci permette di dare il 100% senza sentire (o sentendo molto meno) la fatica.

Certo, fosse tutto così facile come quando si scrive, tutte le gare dovrebbero essere foriere di buone prestazioni; in realtà sappiamo bene che raggiungere questo stato è molto difficile, e capita raramente.

Ma stiamo divagando, dobbiamo parlare di mezze maratone; a livello tattico, la mezza può essere divisa facilmente in due gare da 10.000 + 1 km, quindi di solito ai 10 km mentalmente si riesce a fare un primo bilancio della prestazione e delle energie rimaste.

La "crisi", per quanto mi riguarda, arriva tra il 13 e il 17 Km, poi l'avvicinarsi del traguardo spinge a dare il meglio per gli ultimi tre km; per me la "buona" gara ideale vuol dire non partire a razzo ma cercare di "girare" ai 10 km attorno ai 45 minuti, poi se ce n'è spingere per cercare di avvicinarsi all'uno e 30, se ce n'è meno senza crollare accontentarsi dell'1 e 40.

La mia prima mezza certificata è, va da se, Prato nel lontano 2011: un buon 1h46' 15" non male per essere la prima prestazione, qualcosina in più dei 5'02" al km.

Chiudo l'anno delle mezze correndo "in casa", ovvero a Mantova, nel vecchio tracciato della mezza (si correva praticamente tutta fuori dalla città), e l'entusiasmo di correre a casa unito a una buona forma mi fa abbassare subito il personale a 1.42'00": quindi cavo, come dicono in emilia, 10" al Km senza colpo ferire e ricevo in regalo la ottima bottiglia di Lambrusco (meritata). 

Riparto nel 2012 a Scandicci, nella bella mezza di Febbraio, e nonostante l'inverno riesco a ripete la prestazione di Mantova; ne approfitto per provare anche Pistoia, ma la gara è dura con alcune salite ed esce un faticoso 1h48' (passiamo quindi a circa 5'10" al Km).

Per fortuna la successiva mezza di Prato mi riporta sui soliti standard, confermati da 1h43' di SIgna ad Ottobre; anno "regolare", l'impressione è che questo 1h42' sia un limite invalicabile (esisterà qualcosa prima dell'1h42'?).

Mi mantengo sulle 4 gare anche nel 2013, faccio più fatica a Scandicci (1h46'), fatico a PIstoia (1h47'), ma a Prato faccio la magia: 1h39', personal best, la coscienza che esiste qualcosa sotto l'1h42, anzi anche sotto l'1 e 40', il pensiero che questo sia un nuovo limite che sarà difficile migliorare.

Si è fatto tardi, vi rimando alla seconda parte mi sono allungato troppo, ma continueremo con l'escalation delle Mezze.

 


 






 

 

 

 

 



lunedì 14 settembre 2020

RIPARTENZA AUTUNNALE E NUOVE SCARPE: BROOKS ADRENALINE GTS 20

 Avevo abbandonato gli allenamenti nella caldissima afa di Agosto, con poca voglia di allenarmi e testa alle vacanze; il ritorno è stato soft, a fine Agosto, meno caldo, giornate più corte e Settembre che è arrivato ed è già a ...metà mese.

 Stagione nuova anche se rimangono le problematiche connesse al Coronavirus e la mancanza di gare, pertanto non essendo possibile programmare a dovere una Maratona (per ora che sappia sono tutte annullate), accorcio gli allenamenti e mi dedico alla mezza, un'eterna "incompiuta" nel senso che ne ho corse parecchie in questi dieci anni ma poche corse bene.

 Riaprendo il polveroso quaderno del podismo (anche se è virtuale un po' di polvere si appoggia lo stesso sui file), la prima mezza fu a Prato nel lontano 2011 con un buon 1.46 (tempi migliori di ora, così per dire), poi in crescendo nel 2012 e nel 2013 fino ad arrivare al 1.32'50" citato anche nel sito (2014). E poi? Un bel 1.35 a Prato in una giornata piovosa nel 2016 ma poi siamo passati alle prestazioni di questi anni e agli 1.48 e 1.50. 

 A parte il discorso dei tempi ho sempre avuto difficoltà nella gestione della seconda parte di gara, dal 13o al 18o Km, e sapete bene che i finali non sono certo la mia passione.

Pertanto riparto con due medi (13 km) settimanali e il lungo (20 km) domenicale cercando di riprendere il ritmo. Ho cambiato le "gomme", passando dalle amate (anche se hanno fatto poche gare) Brooks Ravenna 8 alle Adrenaline GTS20. Le Ravenna ormai penso non le facciano più e le 9 (penso anche la 10) erano troppo morbide e non adeguate al mio peso e al mio andamento ...claudicante.

Prime impressioni buone anche se mi sembrano sempre troppo "morbide", spero non cedano in quanto conto di farci almeno 1000 km, anche se immagino percorreranno pochi km di gara, ma provvederò a sfruttarle negli allenamenti invernali e nell'anno prossimo. 

Cercherò di impegnarmi almeno fino a Novembre, sperando che qualche mezza si "liberi" e non ci sia una nuova esplosione del virus; l'allenamento invernale sarà sui lunghi (non si scappa) in attesa che il circus del podismo (finalmente) riparta.



giovedì 27 agosto 2020

10 ANNI...DI DI CORSA - IA PARTE

 

LE GARE CHE HANNO FATTO LA MIA STORIA O (se volete) LA MIA STORIA RACCHIUSA IN 10 GARE 

In questo podisticamente stranissimo, unico, Maggio dove non si può gareggiare praticamente da nessuna parte, ma si può “finalmente” uscire per allenarsi dopo due mesi di quarantena, è per me il traguardo del primo compleanno serio.


E come celebrare questi anni, questi tanti km corsi nelle situazioni più variabili, dal caldo afoso al freddo pungente, dalla pioggia battente a quella infida che si insinua dentro il cappellino e dentro la canottiera, dalle corse sulla neve a quelle in spiaggia?


Avrei potuto annoiarvi con cronache lunghe e immagino poco interessanti delle gare che ricordo, ma ho pensato che fosse utile ed anche più interessante fare una classifica delle gare che mi sono piaciute di più in questi anni, quelle che ricordo meglio per vari motivi.


Essendo una ricorrenza non può mancare una certa “melanconia” di fondo, quindi molte di queste gare non vengono più organizzate, ma nulla vieta che riprendano o che in un giorno lontano, qualcuno entrando (per errore) in questo sito e leggendo queste “cronache” non venga l’idea di riproporre qualche competizione oramai dimenticata.


E’ difficile fare una classifica di questo tipo, innanzitutto perchè non sono amante in generale delle classifiche, e poi perché stiamo parlando di giudizi del tutto personali, quindi più che una classifica è una carrellata e l’ultimo posto, vale come...il primo.


10_DA SPONDA A SPONDA (PRATO)

Questa gara, mirabilmente organizzata dal grande Giacomelli, si fa ancora a Settembre, ma qualche anno fa era una gara competitiva con partenza da Prato per la ciclabile del Bisenzio; era una prima sgambata di circa 10 km, serale, da fare tutta d’un fiato, dopo le vacanze estive. Ora non è più competitiva ma nessuno vieta di ...aumentare il ritmo!

9_LAMPORECCHIO DI NOTTE (Lamporecchio Pt)

In autunno termina la stagione delle notturne Toscane, per qualche anno però c’è stata qualche edizione di questa gara nella collina pistoiese che si correva un paio di settimane prima della maratona di Firenze. Era su un circuito cittadino da percorrere tre volte, con scalinate e passando per la piazza del centro. Gara molto simpatica anche se purtoppo, essendo tre giri ed essendoci corridori molto forti, il doppiaggio dei primi in classifica era quasi d’ordinanza.

8_SCARPINATA SETTIMELLESE (Calenzano Firenze)

Sempre a Settembre bella gara competitiva, ottimamente organizzata, sulle colline vicino a Calenzano. Qualche salita impegnativa ma una lunga discesa finale per dar spazio a tutta la velocità...che rimane. Se non sbaglio qualche anno fa venne proposta anche a Luglio tipo pomeriggio, c’erano pochi corridori e speravo di arrivare tra i primi in classifica, ma naturalmente sbagliai strada...

7_5 FRANTOI QUARRATA (PT)

Cito una delle tante gare che si corrono a Quarrata, posto bellissimo per correre,bei paesaggi, aria molto pulita, si corre che è una meraviglia. Questa gara oltretutto è ricca di premi, ai primi cento, praticamente impossibile non entrare in classifica. Naturalmente mi è successo, però sono riuscio anche a terminare tra i primi 100.

6_NOTTURNA AGLIANESE (PT)

Finiamo il calendario delle notturne, gare per altro che non ho mai corso bene, per citare questa gara che è una vera festa, ad inizio Giugno con i primi caldi non afosi, partenza in un parco senza auto, una 10 km pianeggiante e da correre a tutta birra. Vale la pena anche per il super ristoro finale, che è una vera e propria cena. Visto che si parla di notturne (ancora??) cito anche la Sudatina Montalese (molto bella) a fine giugno con il caldo torrido e le mitiche corse di "Prato per la Vita" una serie di gare non competitive che si corrono a Maggio nei vari quartieri di Prato. 

5_TROFEO MISERICORDIA CALENZANO

Lascio spazio per una gara semplice, corsa a Travalle (Calenzano) circa a metà/fine Giugno, il percorso era parte di miei allenamenti settimanali. Gara veloce di 7 km e qualcosa con arrivo in piazza a Calenzano, anche qua tutta d’un fiato. La classifica corta dei primi 30 con premio permetteva di lottare per vincere qualcosa, ma bisognava correre sotto i 30’. Non mi è mai successo, anche se ricordo dei 31’ alti e tanta fatica nel finale.

4_MEZZA MARATONA DI PRATO

La mezza di Prato, era il modo più veloce per smaltire il pranzo e la cena Pasquale. Di solito con bel tempo, tanta gente, ottima organizzazione e bel percorso dentro la città. Un classico che ho corso per 9 volte (ad oggi). Qua l’incipit era naturalmente di correre sotto l’ora e trentacinque, ma era praticamente la prima mezza primaverile (di solito non corro la mezza di Pistoia) e i pranzi pasquali si sono sempre fatti sentire... naturalmente c’è ancora anche se è stata spostata qualche settimana più avanti, rimarrà sempre una delle mie gare preferite.

3_UN PO’ N POGGIO (PRATO)

Inserisco questa gara, che ho sempre amato, sia per il periodo (fine aprile inizio maggio) che per il percorso che si snoda sulla Calvana. Bellissime le tappe (si poteva correre da 5 km a 32 km), con possibilità di rifoncillarsi nei fantastici ristori. Purtroppo non sono mai riuscito a mangiare molto perchè la gara anche se non competitiva era dura. E’ stato il primo approccio con i lunghi. Purtroppo è diventata un trail e ha perso tutto il sapore romantico che aveva. Però da correre per chi non l’ha mai fatta.

2_MARATONA DI LUCCA/PISA

Pari merito per la regina della corsa,a Lucca non si corre più la maratona ma c’è solo la mezza, assolutamente da fare non fosse altro per vedere la città dalla la parte delle mura.

A Pisa la Maratona si corre con la mezza prima di Natale, il clima di solito non è troppo freddo, ho sempre trovato tempo bello e fatto discrete prestazioni, ed arrivare in Piazza dei Miracoli non ha prezzo.

1_PISTOIA ABETONE - DA PIAZZA A PIAZZA

Ho citato due gare che mi piacciono tantissimo come prime, sono in cima per la difficoltà anche se non c’è molta attinenza tra le due.

La Pistoia Abetone è una grande classica della corsa Toscana, ho fatto varie volte la 30 km ed una volta (mi è bastata) la ultra-maratona da 50 KM. Percorso duro, soprattutto i 10 Km finali, ma ottima organizzazione e bellissimi panorami. 

Da Piazza a Piazza è una non competitiva utile per allenarsi sia per la Firenze-Faenza che per la Pistoia Abetone. Si corre in due giorni, la prima di "salita" fino a Monpiano, la seconda in discesa. La ricordo con piacere perché in un’edizione di qualche anno fa la corsi con un ragazzo che oggi non c’è più. E’ un ricordo che mi porto nel cuore. 



venerdì 19 giugno 2020

FASE 3 - LE OPPORTUNITA' DEL CORONAVIRUS


Come dice una vecchia canzone di Vasco "Siamo ancora qua, eh già...", e ripartiti dopo un mese di allenamento facciamo il punto della situazione.

Come è logico che sia, la ruggine dei due mesi praticamente fermi non è sparita dopo poco tempo, e il fatto di non andare in palestra e, soprattutto, di non poter correre le gare (ancora vietate), non aiuta di certo, però un certo miglioramento c'è stato, anche se lieve.

In questa fase, dopo aver ripreso il chilometraggio settimanale usuale, ho deciso che, finalmente, è venuto il momento. Di smettere? No, di diventare maratoneta.

In effetti sono arrivato a 10 maratone e 1 ultra maratona nella mia poco "sfolgorante" carriera, però, ad iniziare dalla prima maratona di Firenze nel lontano 2011, il sistema di allenamento è sempre stato il solito: stagione di gare sulle brevi/medie distanze (fino alla mezza), pausa estiva delle vacanze, e ripresa aggiungendo km ai lunghi Domenicali fino ad arrivare all'ambita meta.

Tutto questo a Dicembre veniva bellamente archiviato per ripartire, più appesantiti, a Gennaio con la preparazione per le mezze primaverili e per una nuova mirabolante stagione di gare.

Sono rimasto sempre un (discretamente pessimo) mezzofondista, la maratona è stata una gara "eccezionale", da correre a fine anno dopo due mesi di preparazione  e archiviare. Non ho mai veramente adottato un programma continuativo di allenamento mirato alla Maratona a partire, ad esempio, dalla tarda primavera o dall'estate, in quanto di solito la stagione delle gare terminava a metà Luglio, e iniziare una preparazione prima delle vacanze sarebbe stato totalmente inutile.

Oltretutto in questo periodo di tarda primavera, inizio estate, arrivo di solito abbastanza stanco, e iniziare una nuova fase di allenamenti pesanti partendo già da una situazione di stanchezza non è di certo salutare.

Molto diversa è la situazione di quest'anno, mi sento abbastanza in forma, anche se ci sono i soliti kg da perdere, lavorare da casa mi da la possibilità di poter gestire bene gli allenamenti e l'alimentazione, la mancanza delle gare domenicali mi da la possibilità di programmare correttamente allenamenti e lunghissimi, pertanto NON CI SONO PIU' SCUSE.

Pertanto prendo la Bibbia della situazione ovvero il "Manuale Completo della Maratona" del vate "Roberto Albanesi", e giù a studiare e ad allenarsi fino, se non altro, alle vacanze, poi vedremo.

PRIMAVERA POCO CORSAIOLA

 E' arrivato il periodo di gare preferito dell'anno, ma quest'anno per le vicende note non posso partecipare fisicamente anche s...