sabato 19 dicembre 2015

MOURINHO NORMAL O SPECIAL?

La lunga agonia, forse troppo, che ha coinvolto Mourinho e il Chelsea è arrivata al capolinea: negli ultimi quattro mesi: dall'inizio della Premier difatti il Chelsea  dei campioni è diventato improvvisamente una squadra di brocchi dove i vari Fabregas, Hazard, Willian sembrano relegati al ruolo di giocatori normali e la squadra di Londra trasformata improvvisamente in una compagine da media/bassa classifica.
Come può essere successo? E' la stampa bellezza o meglio il mistero è il sale dello sport che ci piace così tanto e la squadra è implosa, crollata sotto il peso dei risultati e dell'impossibilità di riuscire a cambiare marcia.
La storia del calcio, anche a breve, avrebbe dovuto insegnare qualcosa, anche se il fascino di Mou e la sua trasformazione da Special One specializzato nel massimo rendimento ad allenatore di lungo corso (modello Wenger Arsenal) con i milioni di Abramovic (incassati comunque) era apparsa l'evoluzione del Mister che ben conoscevamo, tutto d'un pezzo, sicuro dei suoi mezzi, puntuale e matematico nel vincere trofei e nel trasformare le sue squadre in team vincenti.
Qualche giornalista provò tempo fa a punzecchiare Mou, portando alla luce quello che poteva essere il segreto dell'allenatore di Setubal: quel numero tre, tre anni, che è il numero magico per eccellenza ma anche il limite di questo grande allenatore. Il rinnovo di contratto con i Blues mi colpì infatti, anzi a dire il vero mi colpì anni fa il grande ritorno.
Come l'allenatore Special One invece di cercare nuove e mirabolanti avventure, nuovi successi, tornava alla base? Il Mister che la notte del Triplete se ne andava con un contratto milionario al Real, mai domo, mai soddisfatto di ciò che aveva appena vinto?
Evidentemente il passo al Real non è riuscito come avrebbe dovuto, l'allenatore di Setubal non è riuscito a trasformare i Madridisti in Special, a propria somiglianza, come fatto nelle compagini precedenti: anzi l'impressione è che sia stato esso stesso triturato dal grande clamore mediatico dei Blancos e da ciò che ci sta attorno.
La sensazione è che il Mister abbia perso qualche certezza, e così ho letto la decisione di tornare al passato per fare una cosa comunque difficile, rivincere, in un ambiente conosciuto. E, tutto sommato, anche questo è riuscito al mago di Setubal.
Il rinnovo di contratto mi è sembrato quindi ancora più strano: l'impressione è che Mourihno non conosca bene sé stesso, i propri pregi, ma anche i propri limiti. Era logico che quest'anno per vincere sarebbe stato necessario rinnovare la squadra, che invece non ha fatto grandi acquisti, o cambiare aria e Josè non l'ha capito, o non l'ha voluto capire: così il destino si è fatto portavoce regalando un inizio stagione fallimentare.
Sono un estimatore di Mourinho, ma penso che sia come un rifinitore, un goleador, uno che sfrutta il lavoro suo e degli altri per ottenere il top, ma che esaurito il compito non possa o non debba essere "ingabbiato" nel ruolo. Come ogni superuomo che si rispetti, ha bisogno di aria nuova, di nuovi obiettivi, e certamente non mancheranno le offerte da grandi club e rivedremo, di certo, Mou tornare lo Special One che conosciamo.


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