venerdì 4 maggio 2018

2017-2018 IL CAMPIONATO DELLA RICOSTRUZIONE

Le parole di Spalletti sulla situazione dell’Inter

Siamo a fine stagione, un finale anticipato di Campionato a causa dell'incedere dei Mondiali, ai quali, aimè, la coppia di assi Tavecchio - Ventura ci ha bellamente escluso.

Manca ancora qualche partita ma i giochi sembrano fatti; ennesimo trionfo della Juve (molto più difficile degli scorsi anni), seconda piazza in solitaria di un buon Napoli, Champion's alle romane e Inter subito dietro.

Nel post gara di Inter Juve si è sentito veramente di tutto, il derby d'Italia ci ha estromesso dalla lotta per i posti "che contano". La realtà, a mio parere, è che siamo entrati in una lotta (quello dello scudetto) dove c'entravamo poco e alla fine abbiamo pagato per errori commessi precedentemente.

Il black-out del periodo Dicembre - Febbraio è stato difatti fatale per le ambizioni di qualificazione alla Coppa regina, basta vedere i risultati: pareggio (allucinante) in coppa con il Pordenone (metà Dicembre) vinto ai rigori, sconfitte con Udinese e Sassuolo, sconfitta in coppa Italia con il Milan, pareggi sofferti con Fiorentina (anche sfortunato) e Lazio, altri pareggi con Roma e Spal (incredibile), ma non finisce qua: punti persi in casa con il Crotone di Walter Zenga, e, dopo una vittoria in casa contro il Bologna, sconfitta a Genova. Il 17 Febbraio, volendo, si è chiusa questa lunga pausa deleteria per il nostro campionato,

Abbiamo pagato l'inizio al fulmicotone, con la stessa formazione incisa sul marmo nei taccuini di Spalletti, che oramai conoscevano bene anche le pietre, stanchezza fisica e anche mentale.

Le vittorie infatti, ricominciano con una formazione che adotta dei piccoli ma importanti correttivi tattici: innesto dall'inizio di Rafihna come trequartista, coppia di centrocampo Gagliardini Vecino, poi sostituito da Brozovic, con finalmente la conferma del croato nel ruolo di pertinenza, ai livelli che ci aspettavamo da quasi un lustro, e innesto in forma definitiva di Cancelo a destra.

Questi accorgimenti ci hanno permesso di variare l'assetto, di portare un po' di imprevedibilità sull'asse ormai conclamato Perisic-Candreva come assistmen e Icardi rifinitore. In realtà il duo Icardi Perisic è stato quello che ha segnato con continuità durante tutto il campionato, ma questo è dovuto ad una mancanza di goal da parte dei centrocampisti più che di un problema tattico.

La fantastica stagione della Lazio ha fatto il resto, d'altronde personalmente mi sarei aspettato il Milan che ha tentennato troppo all'inizio: va da se che la mancata qualificazione in Champion's porterà molto meno denaro nelle casse nerazzurre e purtroppo qualche sacrificio.

Però, questa stagione, anche se non ha raggiunto l'obiettivo desiderato, è da ricordare come quello della rifondazione. Ad inizio stagione avevamo pochissime certezze, tatticamente non si capiva come avrebbe potuto giocare la squadra dopo i troppi passaggi di consegne nelle panchine della Stagione 2016/2017.

Parlando di certezze, partiamo dalla difesa: oltre ad una buona stagione di Handanovic (a cui andrà affiancato qualcuno però), in difesa Miranda - Skrijniar e Ranocchia (quando ha giocato) hanno creato una sicurezza che mancava da tempo. L'arrivo di De-Vrij non potrà che giovare a questo reparto che offre buone garanzie.

Capitolo laterali (o tornanti o mediani): D'Ambrosio e Cancelo sono sembrati inamovibili, a causa anche della mancanza di alternative, ma lasciano dei dubbi. Per quanto riguarda D'Ambrosio, nonostante l'impegno, la sua qualità è inferiore rispetto alla media della squadra: la "catena" di sinistra, nonostante le qualità atletiche di Perisic è stata molto meno pericolosa e vivace di quella di destra (rinvigorita da Cancelo).

Non mi sorprende si parli di Asamoah come sostituto, ritengo quest'ultimo più adeguato rispetto al tipo di gioco da proporre e a ciò che chiede il Mister.

Cancelo: non so se potrà essere riscattato, si parla di mega-offerte del Manchester di Mourihno, francamente a livello tecnico non è discutibile ma deve crescere molto e 35 milioni, ad oggi, mi sembrano tanti.

Purtroppo anche in panchina c'è poco da sorridere, Santon non è da considerarsi un cambio adeguato e Nagatomo sembra definitivamente aver preso la via Turca. Servirà almeno un innesto di qualità altrimenti ci ritroveremo a fare i soliti discorsi.

A centrocampo, dopo tanti milioni spesi, abbiamo qualche certezza: Gagliardini ad esempio, anche se fermato da un'infortunio, sembra il giocatore che avevamo comprato dall'Atalanta lo scorso anno e  involutosi poi con il calare della squadra.

Brozovic è imprenscindibile.

Vecino una buona alternativa, come Borja Valero (che però potrebbe essere anche ceduto a mio parere). Rafinha l'uomo di qualità che serviva: non so se verrà riscattato, spero proprio di sì perchè è un giocatore che ha un passo diverso, un passo blougrana.

In attacco arriva Martinez, non so se rimarrà Icardi (spero proprio di sì altrimenti perderemo molte certezze), Perisic penso e spero non verrà sacrificato (anche se è stata una stagione molto tra alti e bassi la sua), Eder assolutamente da sostituire visto lo scarso impiego e lo scarso feeling con i dettami tattici di Spalletti, e Pinamonti assolutamente da cedere per fare esperienze (non capisco perchè non sia stato fatto a Gennaio).

Dalle scelte indicate sopra capiremo come sarà l'Inter del futuro, come vorrà giocare. La permanenza del duo Icardi Martinez, ad esempio, ci potrebbe far pensare ad una coppia davanti per spezzare l'isolamento di Maurito; l'ingresso di Asamoah non potrà che far bene.

Sarebbe stato importante andare in Champions, se non andremo c'è comunque da complimentarsi con Spalletti per l'ottimo lavoro fatto (anche se non è esente da errori) e per aver rivitalizzato una rosa che sembrava sull'orlo di una crisi di nervi.

Marco M.

Preparazione Invernale

Siamo giunti agli ultimi due mesi del 2018, un anno tra pochissimi alti e tantissimi bassi, ed è giusto fare qualche considerazione prima di...