lunedì 21 maggio 2018

6 ANNI INTERMINABILI....

Tanto è durata l'astinenza da Champions.... ho dovuto cercare su Google l'ultima partita giocata nella Coppa regina, e risaliamo ad un Inter Marsiglia giocato a San Siro, con i nerazzurri farciti dei Campioni del Triplete e qualche "nuovo" inserimento, ma cito la formazione:
Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo, Cambiasso (Poli), Stankovic, Zanetti, Snejder, Milito e ... Forlan ....
In questi anni sono successe tante cose, tanti piazzamenti poco utili, qualche amara comparizione in Uefa.
Ora ci troviamo una squadra che ha qualche certezza in più rispetto al passato, se non altro l'allenatore Spalletti.
La partita di Roma con la Lazio, viene da dire Epica anche se Brozo non ha messo lo zampino nei goal, ci ha visto giocare maluccio al cospetto di una Lazio con poche ma cristalline individualità e con le idee molto chiare.

E nell'avvolgente gioco del primo tempo dei biancazzurri sono i giocatori più tenici a segnare: goal e palo per Milinkovic Savic (sublime ma totalmente libero), galoppata vincente di Anderson.

La Lazio spreca l'inverosimile, trova un autogoal clamoroso per il vantaggio dopo aver bruciato tre limpide palle goal nei primi dieci minuti. L'Inter è quella di Milano contro la Juve, attonita, a cui non riesce un passaggio di due metri, senza idee ne spunti.

Da un passaggio filtrante di Cancelo l'Argentino si trova a tu per tu con il portiere. Potrebbe avvicinarsi di più alla porta ma preferisce sparare a lato di parecchio alla sinistra di Strakosha.

Sembra l'inizio di un incubo, e per lunghi tratti dell'incontro non ci andiamo lontano.

Il pareggio arriva grazie ad un'azione da calcio d'angolo, dove il generosissimo D'Ambrosio inventa una semirovesciata attorno al portiere per l'1-1. Poi il vantaggio già citato con un coast to coast dei laziali portata avanti e rifinita dal solito (aimè per noi) Anderson, con Handanovic colpevolmente a metà strada.

Si ricomincia senza scossoni, anche se l'Inter cerca se non altro più aggressività sulla palla; Spalletti indovina i cambi, Eder messo come seconda punta al posto di un evanescente Candreva (incredibile l'involuzione dell'ala), Karamoah quasi alla disperata per tentare di rivitalizzare gli attacchi nerazzurri.

La svolta arriva da un paio di situazioni ben gestite dall'Inter, passaggio di Eder per Icardi steso da De Vrij (che da domani dovrà dimenticarsi questi interventi), intervento killer di Lulic per il secondo giallo e Lazio in 10.

Entra anche Ranocchia per sfruttare le punizioni e da un corner Vecino trova l'angolino giusto. Delirio nerazzurro per una ormai insperata qualificazione.

I cambi per una volta sono serviti a girare il corso della partita, la debolezza caratteriale della Lazio unita alla qualità dei cambi nerazzurri, è riuscita a portare l'unica rimonta vincente del Campionato.

Ora i giusti festeggiamenti prima delle analisi di mercato. Già spuntano nomi a valanga visto il tesoretto che porta la massima competizione. Negli articoli precedenti ho fatto considerazioni sulla rosa che sono valide, a maggior ragione di un calo abbastanza inspiegabile avuto sul piano del gioco nelle ultime due partite.

Stracornelio e giro di boa

Tempo di vacanze, giornate di 30° intervallate, grazie a Dio, da qualche temporale, anche se non sempre così benefico se si trasforma in ...